Nei giardini del sogno, esposizione pittorica di Franco Rinaldi

 

 

Franco Rinaldi con uno stile tutto suo, una personalità non aggressiva, specchiata nell’interiorità con tanto entusiasmo, scompone e riconfigura le immagini, offrendo un risultato piacevole e accattivante. Il quadro è l’immagine vista non in maniera tradizionale ma con una dimensione, una prospettiva che, senza mutare la sostanza, ne altera solo la presentazione, intanto che evidenzia la sensibilità dell’artista. Franco Rinaldi ha la sua modalità di espressione, intesa come messaggio da trasmettere, di come potrebbe essere ciò che è, di come lo si può vedere, sentire, quasi toccare.
Che colpisce nelle sue opere, paragonate con quelle di altri artisti forse anche più famosi di lui, è l’impronta delle forme, la cura dei particolari come lui li vede, senza eccessi, sempre intonati, senza sbavature, con poesia.
Il filosofo francese Didi Huberman, in una recente intervista, dice che l’impronta è un’opera senza tempo, un oggetto innaturale che permette di far incontrare una situazione attuale. Sarebbe l’impronta prodotta dall’artista, con qualcosa che è fuori dal tempo.
Ragionamento criptico? Troppo filosofico? A me pare che si adatti all’impatto visivo, per l’emozione interiore che scatena, dell’impronta artistica di Franco Rinaldi che la Fondazione CAB insieme al Comune di Brescia Assessorato alla cultura e con l’apporto scientifico operativo della Fondazione Brescia Musei, presentano in Castello.
Anche a un profano, sembra di capire che l’arte contemporanea in genere è sempre alla ricerca di un suo equilibrio, di canoni durevoli, e non può che essere così, perché ciò rappresenta la caratteristica della contemporaneità.
Rinaldi coltiva il sogno di un modo nuovo di presentare l’immagine, non solo per il gusto di presentarla, di sezionarla, di segmentarla o incrociarla in una apparente, solo apparente evoluzione metamorfica dell’immagine stessa, che in questo modo viene minuziosamente elaborata, non distrutta, giammai, ma rinnovata e meglio e diversamente offerta.
L’arte di Rinaldi non è un gioco, anche se, a mio avviso, è seriamente gioiosa, messa a disposizione per essere goduta da chi l’osserva, non solo dall’esterno, ma sempre, come avviene per le opere d’arte, anche dall’interno.
Una strada da percorrere, allora, sulla quale l’artista Franco Rinaldi cammina offrendoci il suo contributo di opere belle. L’augurio è che continui. L’augurio è che abbia sempre più successo, perché la sua è arte vera, di quella che per certi aspetti qualcuno deve ancora scoprire, ma che è proiettata in avanti.
È la ragione per la quale è stata organizzata la mostra aperta in Castello dal 19 settembre all’8 novembre.
Quest’arte merita, è cosa buona e in quanto tale fa del bene.
Ne va dato atto all’Assessore alla Cultura Andrea Arcai, al Comune e alla Fondazione Bresciamusei che hanno voluto cogliere questa occasione per fare cultura, per la nostra città.
Agostino Mantovani
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