Lang Lang, ovvero l'arte senza confini

L’arte non ha età, né limiti e confini: questo può apparire il messaggio che viene dal Premio  “Arturo Benedetti Michelangeli” assegnato anche quest’anno ad una straordinaria personalità di artista, il giovanissimo pianista cinese Lang Lang. La testimonianza che il Premio sia davvero adeguato al nome di Benedetti Michelangeli – cioè di una figura la cui opera è patrimonio dell’umanità – si ritrova nel pirotecnico cursus honorum del non ancora ventisettenne musicista di Shenyang, “nato” come bambino prodigio, che la critica di tutto il mondo non esita a definire concordemente uno straordinario fenomeno.

E come tutti i fenomeni, Lang Lang non  ha mezze misure: può essere seducente o poco simpatico nell’immagine che offre di sé, ma non ci può essere dubbio sul fatto che sia bravo, molto bravo. Se così non fosse, chi mai lo avrebbe voluto in cartellone per memorabili recital in tutte le sale più importanti del mondo?

A Brescia, nell’ambito della 46° edizione del Festival pianistico internazionale, il nome di Lang Lang si lega oggi a quello – grandissimo – di Arturo Benedetti Michelangeli, attraverso il Premio per il quale, ancora una volta, la Fondazione Cab è presente per assolvere all’impegno di promozione della cultura sotto qualsiasi forma essa si manifesti.

Ciò avviene in un momento delicato e difficile proprio per la cultura. La cronica carenza di fondi e le diverse opinioni sulle scelte, infatti, rischiano di emarginare il nostro dagli altri grandi Paesi d’Europa. E’ una eventualità, questa, che la Fondazione Cab sta cercando di superare dal momento della sua nascita con un’azione costante e forte, nella piena consapevolezza che dare spazio alla cultura ha un profondo valore sociale, ma anche economico: significa, infatti, costruire un rapporto nuovo tra gli uomini e con l’ambiente che li raccoglie.

Alberto Folonari
Presidente Fondazione Cab

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